Che cos’è il coaching umanistico

Il coaching è una metodologia di sviluppo, crescita e formazione. Ha una sua base teorica filosofica umanista ed un retroterra scientifico nella psicologia positiva.

Il presupposto di base è una nuova visione dell’essere umano dotato di una sua originalità ed unicità che non può essere ridotta ad etichette e cliché. Ha le sue risorse che se appropriatamente allenate e valorizzate, con estremo impegno e dedizione, possono diventare poteri e quindi incidere sulla realtà e cambiarla.Ha la facoltà di scegliere e autodeterminarsi positivamente grazie anche alla rete sociale nella quale è inscritto.

La relazione di coaching è una relazione di ascolto attivo, di scambio, di dialogo che ha come principale scopo quello di esplorare insieme al cliente i suoi desideri e le sue potenzialità  mettendole in linea con i suoi obiettivi.

Il coach è in definitiva un’allenatore di potenzialità che altro non è che una forza del carattere, the strenght of character così come le chiama Seligman. Ognuno di noi ha le sue che se individuate, allenate e addestrate possono diventare capacità esercitate con successo. Si perché non è detto che una forza del carattere si esprima in una capacità e diventi competenza o addirittura talento. Perché ciò accada occorre tanto tanto allenamento.

Una delle caratteristiche del coaching è che non lavora sul passato ma nel qui ed ora e soprattutto sul futuro. Il cliente è chiamato a visualizzare a descrivere uno scenario futuro desiderabile ed il suo raggiungimento è il nucleo centrale di un contratto di coaching. Il coach ed il suo cliente elaborano, costruiscono e attraversano insieme questo ponte. Quando i risultati finali verificabili, misurabili sono analoghi o addirittura superiori a quelli stabiliti, il coaching ha funzionato.

Un’altra caratteristica del coaching è il suo aspetto estremamente concreto. E’ di sicuro una disciplina, una filosofia, ma è di sicuro una scienza dell’intervento. Ogni traguardo ogni obiettivo è verificato, misurato sul campo perché inscritto all’interno di un contesto nel quale il cliente opera. Il cliente non è una monade isolata, bensì una persona che vive in un contesto ben preciso e nel quale può sviluppare problemi che sono di ordine pratico.

Sicuramente la caratteristica principale del coaching è il suo essere positivo e costruttivo. Siamo così impregnati di un paradigma ortopedico ( riparare i guasti), così educati a concentrarci sui difetti e sulle mancanze che dimentichiamo completamente la nostra più potente positiva natura intrinseca. Da sempre ci insegnano che per migliorare dobbiamo partire dai difetti. Il coaching insegna che per crescere e migliorare bisogna partire dai nostri pregi, dalle nostre virtù. E questo cambio di prospettiva a mio avviso indispensabile per poterci permettere di costruire un progetto realizzabile di felicità.

 

 

 

Leave a Reply