La crisi? Magnifica opportunità per un cambiamento ripartendo dalla fiducia e dai valori

Qualche giorno fa mi capitava di ascoltare un dirigente aziendale lamentarsi del trattamento riservatogli dall’azienda circa le sue trasferte di lavoro. L’azienda nell’ottica dei tagli aveva posto dei limiti nei benefit.

Il manager era molto arrabbiato  e demotivato per aver perso i suoi privilegi e avrebbe indotto una battaglia con l’azienda con il fine di recuperarli.

Nella stessa giornata mi ero poi confrontata con un adolescente disorientato piuttosto  infelice (molto intelligente e con una straordinaria visione, ma lui ancora non lo sa!) che si lamentava di questo paese dicendo “….a noi giovani non offre nulla”. E così come forma di protesta contro il sistema aveva deciso di trasgredire (facendo uso di sostanze, non pagando il biglietto del tram etc). Il ragazzo, sembrerebbe contraddittorio, va piuttosto bene a scuola, è molto interessato ad apprendere e conoscere. Mi dice “vorrei una scuola che fosse in grado di prepararmi al futuro e cioè una scuola che mi offrisse degli strumenti pratici oltre che teorici per permettermi un immediato inserimento nel mondo del lavoro”.

Cosa hanno in comune queste due persone apparentemente così lontane? Il bisogno di essere riconosciute come individui di valore, il bisogno di avere fiducia in loro stessi.

Anche se il dirigente vedrà riconosciuti i suoi privilegi, non sarà comunque contento. Non lo era prima che l’azienda decidesse i tagli. Lo stesso per l’adolescente. Anche se cambiasse paese ( pensava al Brasile perché c’è sole e mare!) non sarebbe comunque felice. Perché, in realtà, il desiderio profondo sordo ma fortissimo di entrambi è avere la possibilità di esprimersi come individui dotati di valore intrinseco. Un valore che non è dato più oramai da un benefit oppure da un buon voto a scuola in italiano.

Seguendo la gerarchia dei bisogni proposti da Maslow, iniziatore della psicologia positiva, nel periodo del dopo guerra gli esseri umani si sono preoccupati di soddisfare principalmente bisogni di base quale cibo e acqua, riparo e incolumità. Negli anni successivi con il boom economico gli individui, soddisfatti i bisogni di base, hanno iniziato a sentir il desiderio di soddisfare bisogni superiori quali quelli di appartenenza  e del prestigio sociale, cioè la stima da parte degli altri. E allora hanno iniziato a competere con gli altri per il potere, il riconoscimento, la vittoria. Oggi soddisfatti anche il bisogno di riconoscimento e status sociale gli individui puntano al desiderio di autorealizzarsi, cioè al desiderio di trovare un valore e un significato nella loro esistenza che li connoti come persone.

In quest’ottica il fatto che oggi le aziende non riescano più ad offrire con facilità le cose che attraggono la stima degli altri (promozioni, auto aziendali e hotel di lusso per trasferte) e più in generale uno società che non riesca più a mantener fede alle promesse fatte, sia in realtà un’ enorme grandiosa opportunità per gli esseri umani. L’opportunità di realizzarsi finalmente come individui che passa attraverso la possibilità di poter scegliere.

Se non vogliamo che migliaia di giovani (maturi, sani, responsabili) cadano preda della disillusione, e che migliaia di manager che sono poi i leader del futuro cadano preda della demotivazione e quindi di una leadership negativa, occorre intraprendere dei cambiamenti al più presto. La questione è troppo importante per poter perder tempo.    Il lavoro sui valori sta diventando una assoluta priorità. Noi come esperti  possiamo dare  un grandissimo contributo allenando giovani, manager, genitori, insegnanti, professionisti a cavalcare questo straordinario cambio di tendenza.

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