Riscoprire la forza del legame e del senso di appartenenza

Aristotele a suo tempo, contraddicendo il senso comune, spiegava come lo schiavo è colui che non ha legami, che non ha un suo posto e che si può utilizzare dappertutto e in diversi modi. L’uomo libero invece colui che ha molti legami, molti obblighi, verso gli altri, verso la città e verso il luogo in cui vive.

L’altro giorno durante uno degli incontri con una giovane brillante donna d’affari mi sento dire ” avevo perso il gusto di fare le cose con gli altri, di stare insieme agli altri. Ero così concentrata sugli obiettivi ( d’eccellenza) da portare a termine che mi ero costruita una torre d’avorio. Confondevo il fare tutta da sola con il sentirmi forte.”

In una società come la nostra in cui i legami sono vissuti come una costrizione e una privazione di libertà, l’essere autonomi è altamente desiderabile.

Per cui sono forte e libero se riesco a fare tutto da solo, cioè se sono autonomo. Anche una certa psicoterapia ha dato il suo contributo nel creare una psicologia di un io forte. Lavorare nel tentativo di rendere autonoma una persona aiutandola a dominare al meglio il suo contesto, le sue relazioni, la sua psiche. Tutto ciò a grosso detrimento di un significato esistenziale del sintomo. Lo scopo unico è  quello di diventare un individuo ben adattato e quindi performante controllare tutto al fine di una vita produttiva e utilitaristica.

Grazie al mio lavoro mi sono fatta un’idea che oggi il malessere sia legato proprio ad un’ esasperazione di questo modello di autonomia ossessiva che alla lunga non paga. Credo nella necessità di un cambio di paradigma. Come dice Taylor ” in passato l’elemento più importante era l’uomo; in futuro sarà il sistema.”

Alla luce di quanto detto credo che la psicoterapia possa dare un’enorme contributo positivo ad una società che ha sete di rapporti e di un ritrovato senso di appartenenza. Lo può fare rivedendo il significato esistenziale del sintomo e la sua modalità di intervento.

L’ intervento psicologico dovrà promuovere la libertà dell’individuo come un processo che attinge forza dalla consapevolezza di sé ma soprattutto dal riconoscimento del legame. E’ fondamentale che oggi la psicoterapia promuova lo sviluppo dell’individuo attraverso lo sviluppo del suo senso di appartenenza e legame. Il tempo dell’individualismo è finito. Oggi è tempo di interdipendenza, tempo di riscoprire il gioco di squadra.

Ieri restituivo questo paradigma ad un giovane meraviglioso ragazzo alla ricerca solitaria della sua vocazione. Mi risponde con occhi emozionati e voce bassa: “grazie Giuliana mi hai rasserenato e risollevato, da oggi non devo poter fare tutto da solo, posso avvalermi del tuo aiuto, di quella della mia famiglia. Senza per questo sentirmi meno forte.”

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