Psicoterapia: quali le prossime sfide?

IMG_4789E’ una domanda che mi pongo spesso da qualche tempo a questa parte.

Un interrogativo del genere è d’obbligo per noi addetti del settore rispetto ad una richiesta da parte di un’utenza che oramai cambia molto rapidamente.

Qualche mese fa sono stata al Seligman Europe Tour ed è stato per me un grandissimo onore poter essere partecipe di riflessioni profondamente emozionate ed appassionate da parte di uomo che ha dedicato l’intera sua vita allo studio e allo sviluppo di teorie psicologiche che incrementassero il benessere e la felicità nelle persone.

Seligman, per chi non lo conoscesse, è il co-fondatore della Psicologia Positiva, autorevole studioso a livello mondiale di concetti come resilienza, impotenza appresa, ottimismo e pessimismo.

Negli ultimi anni sta lavorando alla costruzione di una nuovo approccio psicologico chiamato “Prospective Psychology”.

A questo proposito durante il suo intervento a Berlino, prima di lanciare una serie di sfidanti provocazioni che segnalano la necessità di un cambio di paradigma scientifico, fa un’ammissione emozionata ed onesta di colpevolezza:

La psicologia ha sovrastimato il passato e dato eccessiva enfasi al presente.”

Oggi è tempo di proiettarsi dinamicamente in avanti, di adottare nuovi approcci di conoscenza:

- ” Come sarebbe se la memoria venisse considerata come un contenitore di possibilità future piuttosto che come un file di immagini già disegnate?

- “Come sarebbe se l’emozione veniste interpretata come una guida per il futuro, piuttosto che “an agitation from the now”?

- “Come sarebbe se nell’approccio alla conoscenza delle persone ci si concentrasse su cosa faranno nel futuro piuttosto che su ciò che hanno già affrontato nel passato?”.

A suo avviso l’unico modo in cui la psicologia positiva può dare in futuro il suo contributo scientifico ed applicativo  è consentire che diventi a “continual simulation of future”.

Accogliendo queste provocazioni, in merito alla psicoterapia, potremmo porci l’interrogativo:

“Come sarebbe se lo psicoterapeuta piuttosto che essere unicamente uno schermo bianco di proiezioni di vita passata del paziente diventasse anche schermo bianco di proiezioni di opportunità future condivise ed allenate con il paziente”?

La sfida per la psicoterapia è piuttosto complessa ed impegnativa.

Lo scopo non sarà più solo quello di minimizzare la sofferenza e le emozioni negative. E raggiungere questo traguardo, da psicoterapeuta, dico che non è affatto cosa da poco conto. In più occorrerà costruire benessere nella persona dandole la possibilità di sviluppare abilità specifiche per incrementare emozioni positive, rapporti gratificanti, nuovi significati d’esistenza, ed un buon livello di soddisfazione. E fin qui, che bella sfida!

In più è necessario dare al paziente la possibilità di prefigurare, visualizzare scenari futuri in cui concretizzare nuove dimensioni di esistenza.

Riportando una delle geniali intuizioni di Seligman:

“What if vision is not a registration of the present, but an hallucination of the future?”.

Immagino lo psicoterapeuta ed il suo paziente compagni di un’appassionante, intenso e avvincente viaggio che integri passato, presente, futuro. Da dove provengo, chi sono, chi voglio e merito di diventare.

 

 

 

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