Psicoterapia 3.0

“Dottoressa ma è davvero possibile poter utilizzare Skype per fare psicoterapia?” è questa esclamazione fatta spesso con tono piuttosto scettico e critico che mi spinge a fare una serie di considerazioni sulla psicoterapia on-line o forse anche su ciò che è la psicoterapia in generale, cioè quella off-line.

L’utilizzo di internet come strumento di lavoro è una variabile nuova all’interno delle teorie psicoterapeutiche, piuttosto destabilizzante in grado di mettere in luce, a mio avviso, tutti quelli che sono gli stereotipi ed i pregiudizi di cui è purtroppo schiava la prassi psicoterapeutica.

Io stessa, devo ammettere, quando ho iniziato a praticarla ero piuttosto scettica.

Il mio essere profondamente etica, ed il mio porre il benessere del cliente prima di ogni cosa, mi ha spinto spesso ad interrogarmi circa la correttezza e l’efficacia clinica di un simile metodo.

C’è da dire che i primi colloqui su skype sono nati non dietro mia proposta, ma su stretta richiesta di una cliente che seguivo da un anno e mezzo.

psichiatria_online-1La ragazza in questione rimasta disoccupata per lungo periodo, aveva trovato un’opportunità fuori Napoli su Torino e, sebbene mi fossi attivata a trovarle una collega che la seguisse, non era disposta a ricominciare da zero. Aveva stabilito con me, per la prima volta nella sua vita costellata da separazioni e perdite, una relazione di fiducia. Così il mio interrogativo divenne “Cosa fare, essere fedeli ai protocolli psicoterapeutici, o al benessere della persona?”.

A questo proposito Leon Saul psicoanalista mezzo secolo fa a proposito di un dibattito  sull’uso del telefono in psicoanalisi affermava:”ogni procedura tecnica è solo un mezzo per uno scopo, ed il suo uso deve dipendere dalla base razionale di tutto il percorso: l’accuratezza della comprensione e cura del cliente”.

La psicoterapia on-line potrebbe essere considerata una “nuova frontiera” in grado di rispondere ai forti cambiamenti sociali che richiedono oramai sempre più frequenti spostamenti geografici. Mi capita oramai da tempo di seguire giovani che si spostano nel mondo alla ricerca della loro vocazione interna e professionale.

E allora perché, con la dovute cautele, che poi sono le stesse che ogni clinico dovrebbe  utilizzare anche nella pratica off-line, non aprirsi a nuove modalità di trattamento?

Certo è molto più rassicurante e comodo restare ancorati a strumenti e teorie già note ed approvate. Molto più difficile è invece abbandonare vecchi paradigmi ed aprirsi a nuovi orizzonti che siano realmente in grado di sintonizzarsi con i bisogni del cliente.

Ritengo corretto essere critici ed prudenti rispetto alla psicoterapia on-line, ma solo a patto che si faccia lo stesso con la psicoterapia tradizionale, altrettanto abusata ed utilizzata in modo selvaggio ed improprio.

La mia esperienza clinica on-line abbinata ad incontri vis à vis con il cliente, ha confermato la mia impostazione clinica di base:

E’ la persona-psicoterapeuta attraverso la sua coerenza, fiducia ed autenticità e la sua relazione con il cliente a generare un successo terapeutico.  La prassi psicoterapeutica deve poter evolvere come evolvono le tecnologie, la società e i bisogni dell’individuo.

Il cliente rimane al centro.

 

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